Controllo mentale: Il caso delle gemelle Eriksson

Il documentario tratta del caso delle gemelle Eriksson, una delle vicende giudiziarie più inquietanti e misteriose degli ultimi anni. Vengono riportati i filmati originali, girati da un operatore della BBC che seguiva i poliziotti per un programma tv, e intervistati i numerosi testimoni della vicenda. Di seguito le altre 3 parti del documentario. In fondo un articolo tratto da mindcontrol.se sulle tecniche di telepatia artificiale.




Interazione cervello-computer e Intelligenza Artificiale basata su nano-impianti

L’esperienza della cosiddetta ‘Telepatia Artificiale non rappresenta in realtà nulla di particolarmente straordinario. E’ tanto semplice quanto ricevere la chiamata proveniente da un cellulare direttamente nel proprio cervello.

In effetti, gran parte della tecnologia utilizzata in questo senso è esattamente identica a quella dei telefoni cellulari. I satelliti pongono in connessione il (sender) e il ricevitore (receiver). Un computer multiplexer trasferisce il segnale voce del ‘sender tramite torri che utilizzano micro-onde verso una località o un cellulare (cell) specificatamente individuati. Il ‘ricevitore’ è localizzato e tracciato con assoluta (pinpoint) precisione, in termini di uno o due metri dall’effettiva posizione. Tuttavia il ricevitore (receiver) non è un cellulare, ma un cervello umano.

Dal nulla, improvvisamente, una voce si manifesta nella mente dell’obiettivo. Il cranio umano non è dotato di un ‘firewall e quindi non può far tacere quella voce. Il ricevitore (receiver) è in grado di ascoltare i pensieri verbalmente espressi del (sender). Il sende, a sua volta, è in grado di ascoltare tutti i pensieri dell’obiettivo, esattamente come se i pensieri verbalmente espressi dall’obiettivo vengano effettivamente pronunciati o diffusi nell’etere. Per questa ragione, l’esperienza potrebbe essere riportata come ‘ascoltare delle voci, ma è più propriamente definibile come ‘Telepatia Artificiale.

Tale telepatia artificiale rappresenta l’arma perfetta per la tortura mentale e per sottrarre informazioni. Fornisce uno strumento estremamente efficace per sfruttare, perseguitare, controllare, ed esercitare violenza sulla mente di una persona qualsiasi sulla Terra. Apre una sorta di finestra in vista di quella che potrebbe essere definita una possessione semi-demoniaca dell’anima di un’altra persona.

Il soggetto impegnato nell’attacco non può essere visto o identificato, l’attacco non può essere fermato, e il danno psicologico risulta enorme. Ma non c’è alcuna evidenza di danno fisico, non un solo segno viene lasciato sul corpo e non esiste quindi alcuna prova relativa al fatto che un crimine o un atto illegale abbia mai avuto luogo! Tutto ciò che accade alla vittima, accade nella testa della vittima stessa. Quali sarebbero in questo caso le prove fisiche che potrebbero essere utilizzate dalla polizia? Senza prove fisiche, come si può fotografare la ‘scena del crimine o le impronte digitali dell’assalitore? Non ci sono impronte che conducano o che si allontanino dalla scena del crimine. In effetti, la stessa scena del crimine non esiste, e non vi è alcuna prova che qualsivoglia attacco abbia mai avuto luogo.

La maggior parte delle persone che sono soggette a tale forma di telepatia artificiale hanno la sensazione che la propria mente sia stata violata. Si sentono prese di mira, inseguite, minacciate, e soggette ad abusi da parte di una persona o di più persone, che rifiutano di fornire i propri nomi, e che inseriscono nella mente della vittima le frasi più violente e perverse che sia possibile immaginare, e che rifiutano di smettere o di andarsene. Il soggetto impegnato nell’attacco spesso delizia sè stesso nella tortura sadica e perversa delle proprie vittime.

Colui che è impegnato nell’attacco agisce in pratica esattamente come un violentatore o come un molestatore perverso. Un’arma del genere, nelle mani di unità speciali di polizia segreta, renderebbe il potenziale abuso relativo a una simile tecnologia ancora più impressionante.

Più veementi sono gli sforzi indirizzati a provare che quella voce o quelle voci nella propria testa siano ‘reali’, più ampi sarebbero i sorrisi dei medici, che insisterebbero gentilmente nello spiegare che una simile tecnologia non esiste, che quelle voci non possono essere reali, e che è necessario sottoporsi a cure psichiatriche oltre che ad un lungo regime di riposo.

L’esperienza legata all’udire delle voci – soprattutto in relazione a tentativi di abuso operati sul soggetto – faranno guadagnare per direttissima, a quest’ultimo, un letto in una clinica psichiatrica. In effetti, il fatto di udire delle voci è un sintomo tipico della schizofrenia, quindi, se sentite delle voci, siete per definizione dei pazzi.

I soggetti vittime di ‘telepatia artificiale’ spesso lasciano interdetti gli psichiatri, perchè la maggior parte di loro non rientra affatto nella casistica tipica relativa casi di schizofrenia, una patologia che solitamente si manifesta intorno ai 20 anni. Le vittime di ‘telepatia artificiale’ hanno invece il più delle volte 30 o 40 anni, e la maggior parte di loro non ha mai avuto precedenti relativi a casi seri di malattia mentale o di abuso di droghe: molti appaiono svegli, in salute, e perfettamente razionali, anche quando insistono sul fatto di udire delle voci.

Chiunque sospetti del fatto che delle vittime di ‘telepatia artificiale’ esistano davvero, ha semplicemente bisogno di contattare qualcuno che sia membro della ‘Voice Hearers community, a quel punto potrà rendersi conto direttamente del fatto che tali persone non solo esistano, ma che vengano perseguitate da persone reali che utilizzano una tecnologia sconosciuta o ancora non resa nota al pubblico.

Sorprendentemente, esiste un ammontare enorme di letteratura scientifica e di prove circostanziate a supporto delle dichiarazioni di queste persone.

Mentre il materiale relativo alle ricerche in questo campo va accumulandosi, sta diventando costantemente più chiaro il fatto che stiamo in effetti parlando di un moderno ‘Progetto Manhattan’, o meglio di un programma super-segreto di ricerca ancora più sinistro, e potenzialmente più devastante, di quello che ha portato allo sviluppo della bomba atomica.

Micro-circuiti, l’interfaccia tra i neuroni e le funzioni generali del cervello

La Svezia, in Europa, una cosiddetta nazione ‘democratica’, non è stata in grado di :

1. evitare che i propri cittadini fossero soggetti a progetti di ricerca fondati su interfacce cervello-computer, così come è stata incapace di impedire che i propri cittadini fossero soggetti ad esperimenti di controllo mentale basati su interfacce cervello-computer.

2. evitare alle vittime numerosi anni di violenze e di torture psicologiche esercitate tramite le intefacce cervello-computer.

3. evitare che ai pazienti fossero iniettati impianti bio-elettronici, in assenza di consenso informato, quando soggetti a visite in ospedali svedesi, ma anche europei in generale.

Il governo – in Svezia soprattutto, ma anche in Europa – tende a risolvere i problemi legati alle ricerche illegali utilizzando le proprie istituzioni e i propri burocrati e uomini chiave per coprire tutte queste orrende ricerche ed i connessi errori.

Le istituzioni del sistema sanitario, principalmente in ambito Psichiatrico, grazie al loro manuale dei disordini mentali (DSM), operano come una valvola di sicurezza e come un vero e proprio sistema di copertura rispetto al crescente numero di persone la cui esistenza viene rovinata per sempre a causa di ricerche illegali che fanno ricorso a tecniche multimediali applicate al cervello e a sistemi orientati all’acquisizione di informazioni illimitate.

Il governo stesso afferma di non essersi mai reso conto degli abusi perpetrati, anche nell’ambito degli enti posti sotto la propria responsabilità, nell’area di ricerca relativa alle interfacce cervello-computer per la raccolta remota di dati, illegalmente sottratti, dal cervello umano. Il governo finge di ignorare tutte le informazioni relative a tali ambiti, e le lettere ad esso inviate, che trattano queste tematiche, restano costantemente senza risposta, nonostante i numerosi tentativi in questo senso.

La percezione legata al fatto che l’uomo ritenga di agire in base a una volontà indipendente, non appena il codice neurale del suo cervello sarà stato copiato e trasferito in un computer, è destinata a cambiare per sempre. Le interfacce cervello-computer e le nuove reti tecnologiche renderanno la percezione dell’autocoscienza assolutamente trasparente. I pensieri dell’uomo non saranno più un suo ambito esclusivo e personale.

La sperimentazione di impianti cerebrali per l’estrazione di informazioni direttamente dal cervello è operativa in Svezia da oltre mezzo secolo.

Ancora meno note al pubblico e meno discusse, sono le questioni riguardanti la possibilità che un sistema elettromagnetico controllato ricorrendo all’intelligenza artificiale sia in grado di interagire con il cervello umano.

L’interazione cervello-computer e le tecnologie legate all’Intelligenza Artificiale, sia nel campo della ricerca che dell’effettiva implementazione, rappresentano elementi assolutamente nuovi in riferimento a problematiche quali protezione dalle radiazioni, salute, sicurezza, privacy, informazioni confidenziali e consenso informato.

L’interazione cervello-computer in forma elettronica è stata sperimentata su persone e gruppi di persone per manipolarne opinioni, sentimenti, pensieri, modelli di reazione, ricordi e comportamento.

La ricerca e lo sviluppo tecnologico in questi campi si sta progressivamente trasferendo in quei paesi in cui la legislazione, i controlli, e le garanzie a vantaggio del pubblico risultino minime o inesistenti.

Fonte
Articolo Originale
Mindcontrol.se

1 Commento

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Una risposta a “Controllo mentale: Il caso delle gemelle Eriksson

  1. Sono stato molto contento di aver trovato questo sito. Voglio dire grazie per il vostro tempo per questa lettura meravigliosa! Io sicuramente mi sto godendo ogni post e ho gia’ salvato il sito tra i segnalibri per non perdermi nulla!

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