3-D printing con le api

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In onore del loro Highlander Honey whiskey, il brand di Scotch Dewar ha portato il 3-D printing a un altro livello. Ecco come:

Anche se la tecnologia del 3-D printing è diventata più accessibile, la magia del poter creare un oggetto davanti ai propri occhi non ha ancora perso il suo fascino. Quando la Dewar ha deciso di creare una scultura per il lancio del loro Highlander Honey whiskey, però, ha portato il concetto di 3-D printing completamente ad un nuovo livello, utilizzando le abilità dei migliori artigiani della natura: le api.

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La Dewar ha radunato il potere creativo di 80 mila api per stampare un favo a forma di bottiglia dell’Highlander Honey e un busto di un bevitore di Dewar. Il “3-B Printing Project” è impressionante e suscita una domanda: come si fa esattamente a fare da art director a uno sciame di api?

Questa era la domanda che ha affrontato l’ Ebeling Group (che ha la reputazione di dire sì a progetti impossibili) quando ha accettato l’incarico dall’agenzia di New York Sid Lee di creare una scultura “stampata” dalle api. Il primo passo per realizzare il progetto era capire come fanno precisamente le api a fare quello che fanno. Non avendo apicoltori nello staff, il gruppo si è affidato alle abilità del maestro delle api Robin Theron. Per natura le api sono nate per costruire alveari, ma è venuto fuori che costruiscono la classica struttura a celle esagonali verso l’interno, in modo che la regina possa popolarle di uova. Questo non è d’aiuto quando l’obbiettivo è di costruire una bottiglia di strati di cera d’api come metafora visiva della delizia al miele che la Dewar ora offre.

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Quindi, per invertire l’istinto delle api di costruire verso l’interno, il team Ebeling ha creato un modello 3-d (stampato nel modo tradizionale) che potesse essere usato dalle api come base su cui costruire. Per aiutare le api ad orientarsi, la scultura era avvolta in una base di cera con una leggera texture esagonale. Uno degli elementi fondamentali della scultura era di racchiuderla in un contenitore trasparente. A parte permettere un’ottima visuale da vicino del processo di costruzione dell’alveare, la distanza ravvicinata riproduce anche lo spazio ristretto di un normale alveare. Un’altra sfida era di creare i giusti percorsi per far entrare ed uscire le api, che non possono rimanere bloccate, ma devono poter uscire nella natura per procurarsi il polline.

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Una volta che l’attrezzatura era pronta a riprodurre al meglio le condizioni naturali, è stata inondata con migliaia di api. Oltretutto le api hanno un ciclo di vita lungo appena più di un mese, e lavorano solo dalle 3 alle 4 settimane. Questo ha comportato la sostituzione di molte delle api con delle nuove colonie che sono state inserite successivamente.

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Una cosa che non era stata considerata dal team è che le api non seguono le scadenze, infatti gli ci è voluto molto più tempo del previsto per costruire il tutto. Inoltre sono state aggiunte molte più api per raggiungere un’efficienza ottimale, poichè questa scultura è più grande di un normale alveare, quindi ci sono volute più api e più tempo.

L’intero processo è durato circa sei settimane e ci sono voluti due round di api, il primo dei quali è stato rimosso completamente prima di poter introdurre il secondo gruppo di colonie. Oltretutto, per evitare che il favo si riempisse di miele, la sua funzione naturale, l’ape regina è stata tenuta isolata per evitare che deponesse uova.

Una volta completate le strutture di cera, era il momento per la crew di girare il video, quelli non allergici alle api almeno… “mentre giravamo il video indossavamo tutti maschere e tute per apicoltura, perchè abbiamo lasciato che le api girassero in libertà per riprenderle mentre atterravano sui fiori e sugli strumenti” racconta Martha Smith del team Ebeling. “Le api intente nella costruzione dell’alveare sono molto concentrate sul loro lavoro, non volerebbero mai via per appendersi da qualche parte, ma ci sono altre api che invece si occupano della raccolta sui fiori.” Molte Epipen (iniettore di epinefrina) erano a portata di mano e per gli interi tre giorni sul set era presente l’Humane Society per assicurare la sicurezza delle api.

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Tradotto dalla ScimmiaIstruita

Articolo originale

 

1 Commento

Archiviato in curiosità, natura

Una risposta a “3-D printing con le api

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